lunedì 17 maggio 2010

davvero basta poco?


SETTE SEMPLICI MOSSE – Per raggiungere la salute cardiovascolare «ideale», dicono i cardiologi, bisognerebbe non aver mai fumato o aver smesso da più di un anno; avere un indice di massa corporea inferiore a 25 kg/m2 (calcolato dividendo il peso per l’altezza al quadrato); fare almeno 150 minuti di esercizio fisico moderato o 75 minuti di esercizio intenso a settimana; seguire una dieta equilibrata, mangiando soprattutto frutta e verdura, cereali, pesce (almeno 2 volte a settimana), carni magre, cibi con pochi grassi, non bere bevande troppo zuccherate, ridurre a meno di 1.500 milligrammi il consumo quotidiano di sale; avere il colesterolo totale inferiore a 200 mg/dL, la pressione arteriosa intorno ai valori 120/80 mm Hg, la glicemia a digiuno inferiore a 100 mg/dL. «Il primo passo è conoscere i valori di colesterolo, pressione e glicemia e cosa significano – suggerisce Clyde Yancy- . Il successivo è cercare di essere in regola almeno con uno dei sette obiettivi». Insomma, un passo alla volta. Non riuscite a mettervi a dieta? Concedetevi un’altra chance; nel frattempo provate a buttare definitivamente le sigarette e, magari, a muovermi di più.

IL COMMENTO – «La maggior parte di noi è sottoposta ogni giorno a continue pressioni, al lavoro, in famiglia, che spesso può “compensare” con abitudini poco sane, come mangiar male o fumare troppo – fa notare il cardiologo Attilio Maseri, presidente della Fondazione «Per il tuo cuore» per la lotta alle malattie cardiovascolari – . Il medico, allora, dovrebbe dare consigli positivi, aiutare a fare prevenzione “su misura”. Se ci prescrivono 3 ore di esercizio fisico a settimana difficilmente lo faremo; diverso, invece, se andiamo in palestra o a correre perché ci divertiamo. Spesso comportamenti poco salutari, come una vita sedentaria o un’alimentazione priva ad esempio di frutta e verdura, sono il risultato di stili di vita sbagliati fin dall’infanzia – continua Maseri – . Aver reintrodotto nel nostro Paese l’educazione fisica nelle scuole elementari è un buon inizio. I bambini devono poter rincorrersi, giocare a nascondino invece di stare seduti davanti a tv e computer».

lunedì 10 maggio 2010

Rekord di trapianti a Bologna

05 maggio 2010. Tredici trapianti in 48 ore, altrettante persone a cui è stata salvata la vita grazie alle donazioni. Medici in prima linea al Sant' Orsola. Per una due giorni di passione, tra bisturi ed anestesie. Domenica sera è cominciata la maratona al Padiglione 25: sei trapianti di fegato, tre di cuore, quattro di rene. Con un doppio trapianto di fegato e cuore su un paziente chea sua volta ha donato il fegato a un altro. Effetto «domino». E' finita ieri sera alle sette, con il chirurgo Antonio Pinna, numero uno dei trapianti di fegato e intestino, che usciva dalla sala operatoria in camice verde. «Se è un record non lo so, ma è sicuramente un gran bel numero di cui siamo tutti soddisfatti. Tredici persone che escono fuori dalla lista di attesa è un fatto importante. Nove pazienti erano molto gravi, abbiamo restituito loro la vita. E abbiamo dato ai trapiantati di rene la speranza di non fare più dialisi», commenta Pinna. In contemporanea su tre sale operatorie hanno lavorato la sua équipe e il gruppo dei cardio-chirurghi guidato dai professori Giorgio Arpesella e Roberto Di Bartolomeo. Con loro una trentina di infermieri, pronti al super lavoro, il Centro regionale trapianti - in tempi record gli organi donati sono arrivati da Reggio Emilia, Parma e dal Maggiore - la squadra degli anestesisti e dei rianimatori. Tra i nomi, Guido Frascaroli, Maurizio Fusari, Stefano Faenza e Gerardo Martinelli. «Non si era mai arrivati a tanti trapianti in così poco tempo: ci vuole un' organizzazione del personale co mplessa che il policlinico ha assicurato», dice il direttore del dipartimento di Chirurgia generale e dei Trapianti d' organo. «Alla fine sei stanco, ma gratificato. Abbiamo assicurato la vita a tredici persone. Con l' impegno di tutti e grazie alle donazioni, all' altruismo dei pazienti e dei loro famigliari. Auspico che anche le altre centinaia di persone in lista d' attesa possano ricevere questo dono».

giovedì 15 aprile 2010

"UNA QUESTIONE DI CUORE" al Quartiere Reno


Bella serata quella di venerdi 9 aprile al Quartiere Reno di Bologna, una serata insieme alla gente per parlare di donazione d'organi e di Trapianti.
"Una questione di cuore" il titolo della manifestazione, organizzata dall'A.T.C.O.M. in collaborazione con il Quartiere Reno e che ha visto una buona partecipazione di pubblico, anche molto attivo durante il dibattito.
La partecipazione del gruppo di ballo in costume 8CENTO, che si è esibito su musiche del 1800, ha catalizzato l'interesse della platea, anche perchè erano molto affascinanti i danzatori che si muovevano con leggerezza nei bellissimi abiti d'epoca.
Dopo la proiezione di un cortometraggio di una storia di trapianto, hanno preso il microfono il dottor Francesco Pomponio del Centro di Riferimento Trapianti per l'Emilia Romagna e la dottoressa Eliana Tossani del dipartimento di psicologia dell'Università di Bologna .
I due professionisti dopo una breve illustrazione delle tematiche legate alla donazione di organi ed ai trapianti, non hanno lasciato dubbi alle domande del pubblico che, in alcuni casi, ha toccato argomenti delicati e molto attuali.
La serata è stata chiusa dal gruppo dei danzatori che ha coinvolto il pubblico nelle danze per poi portarlo al tavolo del buffet, offerto per l'occasione dai volontari del Centro Sociale e della Banca del Tempo del quartiere.
Il successo ottenuto ci permette di proporre "Una questione di cuore" agli altri Quartieri della città, affinchè tutta la cittadinanza possa partecipare ad un momento di aggregazione che, con leggerezza, informi su tematiche tanto importanti quanto attuali .

martedì 13 aprile 2010

E la Navetta và


La Navetta "ViteNuove" , la nostra navetta che abbiamo acquistato e messo a disposizione delle persone che lasciano la macchina al parcheggio Zaccherini-Alvisi per recarsi all'interno del Policlinico S. Orsola-Malpighi, continua efficacemente a dare il servizio di trasporto tanto apprezzato e richiesto.
Il Ducato Fiat allestito per il trasporto di passeggeri, anche diversamente abili, è sempre più gettonato da chi deve recarsi nei padiglioni del Policlinico, anche per la grande riduzione dei posti di parcheggio interni alla struttura Ospedaliera a causa dei lavori per la realizzazione di nuovi padiglioni che continueranno per alcuni anni.
La direzione del Parcheggio Zaccherini-Alvisi, con cui abbiamo sottoscritto la convenzione per parcheggiare a prezzi calmierati e che abbiamo voluto fare estendere a tutte le Associazioni di Volontariato presenti all'interno del Policlinico, ha accolto il nostro suggerimento di convenzionare anche i dipendenti e operatori sanitari per il periodo dei lavori .

percorsi dal 01/01/2009 al 31/12/2009 KM 22.943


servizi effettuati

persone trasportate nel percorso parcheggio/policlinico N° 7.033

trasferimenti interni al Policlinico N° 1.682

servizi su chiamata N° 73

trasporti di persone diversamente abili (carrozzine) N° 59

sommano i servizi effettuati N° 8.847

Segnaliamo che all'interno della Navetta sono ancora disponibili spazi espositivi pubblicitari .




martedì 23 febbraio 2010

Fattori psicologici nel trapianto di cuore: quali i predittori di outcome avversi?


Alcuni report suggeriscono una correlazione tra lo scarso adattamento psicologico alla condizione di trapiantato di cuore e l’accresciuto rischio di outcome clinici avversi. Nonostante le implicazioni prognostiche e terapeutiche dell’argomento sul tema mancano ancora adeguati studi empirici.

Una ricerca italiana, pubblicata sulle pagine di Transplantation, analizza in maniera retrospettiva il valore predittivo di un set di variabili psichiatriche e psicologiche raccolte sia attraverso questionari di autovalutazione, sia attraverso un’osservazione di medio periodo condotta nei sei anni post-trapianto.

Lo studio, realizzato presso l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, ha preso in esame 95 pazienti trapiantatati di cuore indagandone lo stato di salute mentale e di benessere psicologico attraverso interviste strutturate (Clinical interview for DSM-IV, Diagnostic Criteria for Psychosomatic Research) e questionari dedicati. L’analisi veniva poi completata con l’inserimento di parametri socio-demografici e con la valutazione di alcune variabili cliniche quali insufficienza renale cronica, diabete, occorrenza di almeno un evento cardiaco, numero dei farmaci prescritti.Al principio dello studio 38 pazienti (40%) ricevevano una diagnosi di disturbo psichiatrico, classificato come da DSM-IV. Le diagnosi più frequenti erano quelle di disturbo depressivo maggiore (14,7%), e, a seguire, ansia generalizzata (6,3%), agorafobia (5,3%), disturbo d’adattamento (5,3%), sindrome ossessivo-compulsiva (4,2%), attacchi di panico (2,1%), fobia sociale (2,1%), ipocondria(1%). In 71 pazienti (74,7%) si osservava almeno un disordine psicomatico: irritabilità (34,7%) e demoralizzazione (31,6%) erano quelli a maggior incidenza.

Durante il periodo di studio 28 dei 95 pazienti (29,5%) morivano. Da analisi statistica le variabili psicometriche associate in maniera significativa a una minore sopravvivenza risultavano essere: depressione, mancanza di motivazione e di progettualità, aggressività/ostilità. Le tre variabili risultavano correlate ad aumento della mortalità per tutte le cause. Inoltre la presenza di sintomi depressivi risultava fortemente predittiva di rigetto acuto nei primi tre anni post-trapianto.

Alla luce di queste evidenze gli autori affermano che bisognerebbe agire con adeguati interventi psicoterapeutici e farmacologici sui fattori psichiatrici e psicologici che sono risultati fortemente influenti sulla qualità di vita in modo da migliorare gli outcome di medio e lungo periodo.



Bibliografia. Sirri L, Potena L, Masetti M. Psychological Predictors of Mortality in Heart Transplanted Patients: A Prospective, 6-Year Follow-Up Study. Transplantation, 2010

venerdì 29 gennaio 2010

Prevenire la morte improvvisa dei giovani atleti


Una proteina mutata è l'agente eziologico della cardiomiopatia aritmogena. Svelando la presenza della proteina sarà possibile salvare i portatori occulti.

Dei ricercatori padovani, diretti dal professor Gaetano Thiene, hanno messo a punto un nuovo test diagnostico per individuare la cardiomiopatia aritmogena, grazie all'identificazione di una proteina che predisporrebbe a questo disturbo.

Grazie ad un'analisi immunoistochimica condotta sul tessuto del cuore del vivente i ricercatori sono in grado di svelare la riduzione del segnale di plakoglobina, una proteina delle giunzioni intercellulari dei cardiomiociti, che risulta geneticamente alterata nei soggetti affetti dalla patologia.

La possibilità di diagnosticare con certezza la presenza di cardiomiopatia aritmogena nei portatori occulti permetterà di prevenire la morte improvvisa, modificando lo stile di vita, astenendosi dall'attività agonistica, e grazie ad una terapia farmacologica e non, come il ricorso ai defibrillatori.

Thiene spiega che "La plakoglobina è una proteina presente anche tra le cellule che compongono la pelle. Non escludiamo quindi in un prossimo futuro di poter individuare la presenza della malattia direttamente attraverso un'analisi della pelle atta ad evidenziare se vi sia quella alterazione genetica che sta alla base dello sviluppo della cardiomiopatia aritmogena".