Settembre con Volontassociate: associazioni e cittadinanza si sono incontrate a Bologna nella splendida cornice dei Giardini Margherita. l'annuale appuntamento con Volontassociate, la festa dell'associazionismo e del volontariato di Bologna e provincia che conclude l'estate in bellezza... e solidarietà! eventi musicali e sportivi, giochi e incontri, iniziative culturali e culinarie. Chiaramente tutto all'insegna della solidarietà e della partecipazione! Come biglietto d'ingresso era sufficiente una buona dose di curiosità ed energia, al resto ci hanno pensato le numerosissime associazioni e organizzazioni di volontariato che hanno messo in campo le loro storie ed esperienze per dare vita a una festa variegata, movimentata e intergenerazionale. Le associazioni hanno così avuto l'opportunità di sensibilizzare la cittadinanza sui valori che stanno alla base del loro agire e hanno potuto allo stesso tempo conoscere altre realtà che si occupano di temi comuni per il benessere della collettività. Al pubblico, invece, non è restato che partecipare a Volontassociate, scoprendo quanto il mondo del volontariato e delle associazioni sia vicino alla quotidianità di ognuno e assaporando il piacere di stare bene insieme. La manifestazione è stata promossa da Provincia di Bologna, i Comuni dei Distretti di Casalecchio di Reno, Imola, Pianura Est, Pianura Ovest, Porretta Terme, San Lazzaro di Savena, il Comune di Bologna, le Associazioni di Promozione Sociale e le Organizzazioni di Volontariato della provincia di Bologna.
L’ASCOLTO DELLA MUSICA INFLUISCE POSITIVAMENTE SUL BATTITO CARDIACO, SULLA RESPIRAZIONE E SULLA PRESSIONE ARTERIOSA La musicoterapica potrebbe in futuro essere utilizzata a scopo terapeutico La musica potrebbe diventare uno strumento terapeutico e riabilitativo per problemi cardiovascolari: un nuovo studio dell’Università di Pavia dimostra che i sistemi cardiovascolare e respiratorio si possono sincronizzare con le note e che l’ascolto di alcuni brani musicali che rallentano il battito cardiaco e riducono la pressione sanguigna potrebbe favorire la riabilitazione, ad esempio dopo un ictus. Lo studio, diretto da Luciano Bernardi, del dipartimento di Medicina interna dell'Università di Pavia, è stato pubblicato sulla rivista “Circulation” della American Heart Association. I medici e ricercatori hanno coinvolto nello studio, durato quattro anni, 24 persone sane, uomini e donne di età compresa tra i 2 4e i 26 anni, 12 dei quali musicisti professionisti. Tutti i soggetti sono stati dotati di cuffiette per ascoltare cinque brani celebri, la Nona sinfonia di Beethoven, un'aria della Turandot di Puccini, una cantata di Bach (BMW169), il “Va Pensiero” dal Nabucco, il “Libiam nei lieti calici” dalla Traviata di Verdi, oltre a due minuti di silenzio. Durante l’ascolto, i cardiologi hanno misurato vari parametri: il ritmo del respiro, la pressione del sangue, il flusso arterioso nel cervello, il battito cardiaco. Così è emerso che, contrariamente a quanto si crede di solito, la struttura di un brano musicale, ricco di crescendo e decrescendo, ha un’influenza costante e dinamica sul sistema cardiovascolare e respiratorio. Il battito cardiaco e il respiro si sincronizzano infatti con la musica, indipendentemente dalle conoscenze e dalle preferenze musicali dei soggetti, anche in assenza di emozioni provocate dall’ascolto. Musiche con tempi veloci accelerano respirazione, battito e pressione, mentre quelle più calme e ritmate producono l’effetto opposto, un rilassamento generale che rallenta il battito e abbassa la pressione. I risultati dello studio spiegano quindi come la musica possa influenzare il sistema cardiovascolare e suggeriscono che la musica potrà in futuro essere utilizzata a scopo terapeutico per controllare la pressione arteriosa, in riabilitazione e altro. Per info: lbern1ps@unipv.it
venerdì 26 giugno 2009
Quanno mor' io fammillo ‘nu piacere mmiezo a ‘sta rrobba fraceta, nu piezzo bbuono pure ce starra'. Dallo a chi serve e che se po salva'. Ce pienze che bellezza? Co piezzo mio che passa ‘ncuorpo a n'ato facimmo fesso a morte tutt'e dduie.
Il trapianto è la prova, non solo una metafora, della vita. Si tratta di concepire il dono di un organo come segno di fraternità, di condivisione. Un uomo, del resto, non è un'isola in sè compiuta, come ha detto un poeta, ma è parte dell'umanità. Guardare un altro, allora, non è distinguersi, ma riconoscersi. Il trapianto, insomma, in quanto epifania dell'altro, è noi stessi nell'altro oppure l'altro dentro di noi. E' la reciprocità, la confidenza, l'andare e venire della vita.
Sergio Zavoli - Scrittore, giornalista
Lei mi chiede se è una scelta giusta quella di donare gli organi? E come si può dubitarne? Io la trovo una domanda assurda, cui la risposta non può che essere scontata. Cosa c'è da dire: il fatto che un corpo senza vita possa ancora servire a dare la vita, io lo trovo una delle più appaganti conquiste dell'uomo. Deve essere una scelta volontaria, presa in piena autonomia, fatta da noi quando siamo in grado di decidere o da qualcuno altro in nostra vece, quando non lo siamo più. Mi pare ovvio, naturale, nell'ordine delle cose naturali. Che cosa c'è da dire?Per chi ha aspirazione all'immortalità, poi, può essere perfino una cosa meravigliosa.... Dare agli altri un cuore, sapere che può battere, che può continuare a battere nel petto di un altro è una conquista della scienza ma è soprattutto una grande prova di umanità, un grande fatto di civiltà."
Andrea Camilleri – scrittore
Donare gli organi è decisione non facile da prendere, ma se penso che una semplice adesione può salvare o migliorare la vita di tante persone, allora mi auguro che le perplessità vengano superate sempre più frequentemente, per il bene di chi soffre.
Eros Ramazzotti – Cantante
… ho visto il dolore che una mancata donazione può provocare in chi ha la propria vita appesa a un filo, la gioia incontenibile che un’improvvisa disponibilità (di un cuore, di un rene, di qualsiasi altro pezzo del nostro corpo serva) può regalare. Ho visto le lacrime di una madre che salutava il figlio regalando i suoi occhi a un’altra madre e un altro figlio. Ho visto la livella di cui parlava Totò: di fronte a un trapianto nemmeno la differenza di classe può tanto, anche se i soldi aiutano, ma a volte non bastano. Chi non dona non riceve. Il concetto è semplice, cristiano, certo, ma anche musulmano, ebreo, buddista. In tempi come questi in cui le religioni sembrano essere alla base di nuove crociate, quando non di guerre, sarebbe bello tornare alla carità fraterna, al concetto di umana solidarietà alla base di qualsiasi forma di convivenza……. E chi non dona non riceve, chi non accetta oggi di mettere a disposizione degli altri se stesso potrebbe domani non trovare la disponibilità di niente e di nessuno. Tra i tanti primati negativi della nostra terra la scarsità delle donazioni è forse uno dei più inquietanti, dei più difficili a cancellare……. Chi non dona non riceve: forse servirebbe una trasmissione televisiva per convincerci diquesto, ma sarebbe bello arrivarci da soli….… Chi non dona non riceve: usiamolo come un mantra, per convincerci tutti quanti che non basta fare gli scongiuri per augurare il migliore dei futuri possibili a noi stessi e ai nostri figli.
Il tempo sembra non passare per i trapiantati d'organo che, anche quest'anno, si cimentano con la GranFondo Ciclistica dei trapiantati , già alla sesta edizione e che prevede, nel suo tragitto, delle tappe in Emilia Romagna tra cui un evento in occasione dell’arrivo dei ciclisti a Bologna. Le Associazioni Trapiantati di Cuore, di Reni e di Fegato operanti a Bologna in stretta collaborazione con Il Comitato Provinciale per i Trapianti ,il Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna (c/o Az. Univ. Osp. S.Orsola-Malpighi) ed il Coordinamento Commissione Tecnica Regionale, organizzano questo evento, secondo il programma di seguito esposto: L’arrivo del gruppo ciclisti di Bergamo, a Bologna, è previsto per le ore 16.30, circa, del 17 settembre 2009 a Porta Saffi ,dove ci sarà ad attenderli un gruppo di ciclisti organizzati dall’Associazione Ciclistica “AZZURRA” di Bologna. Insieme formeranno un unico gruppo che, scortato dalla Polizia Municipale, attraverserà la città, lungo un percorso che toccherà porta San Felice, Viale Vicini, Viale Pepoli, Viale Aldini, Viale Gozzadini e Viale Ercolani dove entreranno al Policlinico S.Orsola dall’ingresso lì situato. Percorreranno il viale centrale dell’Ospedale fino alla zona dell’arrivo posta di fronte al C.U.P./fermata “Navetta Vite Nuove”. I ciclisti ed il seguito saranno accolti dalle Associazioni di Volontariato, dalla Direzione dell’Azienda Ospedaliera a dai rappresentanti delle Istituzioni Civili e Religiose. Nella zona dell’arrivo saranno predisposti stand per il ristoro e la distribuzione di gadget, inoltre è prevista, per l’occasione, la partecipazione di una rappresentanza di danzatori in abiti d’epoca dell’Associazione culturale “8Cento”di Bologna, che intratterrà i presenti con danze su musiche dell’Ottocento.