lunedì 17 maggio 2010

Donare il cuore senza limiti

Consiglio Nazionale delle Ricerche/Biologia


Non escludere gli over 55 consentirebbe di ridurre le liste d’attesa per i trapianti. Questo l’obiettivo di un test di funzionalità cardiaca testato da Ifc-Cnr e Sant’Orsola. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Heart and Lung Transplantation

Il trapianto d’organo è ancora l’unica soluzione per salvare la vita di molti pazienti con malattie cardiache gravi avanzate

Alternative come cuore artificiale, trapianto da animali geneticamente modificati o assistenza ventricolare meccanica prolungata oltre 3-4 mesi sono ancora in fase di studio.

Per tale ragione, si registra a livello sia italiano sia internazionale una costante carenza di donatori, resa ancor più pesante dall’età limite, fissata a 55 anni.

Una ricerca dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc-Cnr), però, ora dischiude nuove e più ampie possibilità. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Heart and Lung Transplantation.

“Sono oltre 700 i pazienti che ogni anno in Italia avrebbero bisogno di un cuore nuovo, mentre le donazioni raggiungono a malapena la metà. I pazienti in lista d’attesa (media 2-3 anni) hanno una qualità di vita difficile e una mortalità di quasi il 9% annuo”, spiega Tonino Bombardini, ricercatore associato dell’Ifc-Cnr. Se ogni anno si utilizzasse anche solo un sesto dei 670 donatori di cuore ultra cinquantacinquenni, i trapianti in Italia aumenterebbero di 100 l’anno”.

Da questa constatazione, circa cinque anni fa, è partita un’indagine congiunta con il Centro trapianti cuore-polmone del ‘Sant’Orsola’ di Bologna, volta a quantificare la ‘bontà’ funzionale dei cuori dei cosiddetti donatori ‘marginali’”.

Il gruppo utilizza come test diagnostico un ‘eco-stress farmacologico’: “Si infonde sotto controllo ecocardiografico continuo il dipiridamolo, un farmaco vasodilatatore già in uso da 25 anni per la diagnosi non invasiva di malattia coronarica”, spiegano Bombardini e Giorgio Arpesella del ‘Sant’Orsola’.

“Il cuore è infatti un organo erettile, la cui funzione aumenta con l’aumentare del flusso, ma questo solo se le coronarie sono sane e il miocardio è normale. Se il cuore sotto stress obbedisce a tale corrispondenza, allora è adatto per la donazione; altrimenti, se nonostante la vasodilatazione coronarica la funzione peggiora, viene scartato. Il test, che viene eseguito dopo la dichiarazione di morte cerebrale del donatore, dura 6 minuti e rispetta gli altri organi da trapiantare”.

Per uniformare e ottimizzare i risultati a livello nazionale, il ‘Core Eco Lab’ dell’Ifc-Cnr di Pisa certifica i cardiologi idonei ad effettuare l’indagine nei centri abilitati, mentre un portale web, http//adonhers.ifc.cnr.it, consente di inserire le risposte eco-stress dei possibili donatori.

“Il progetto ‘Donazione di cuore marginale’ ha visto il coinvolgimento dell’Associazione interregionale trapianti e l’Organizzazione Toscana trapianti”, conclude Eugenio Picano, direttore dell’Ifc-Cnr di Pisa. “Attualmente attivo in nove centri in Emilia-Romagna e Toscana - Cesena, Bologna, Baggiovara e Parma; Pisa, Firenze, Lucca, Empoli e Siena - è pronto per essere esteso a tutte le regioni italiane”.

Secondo dati Cnt-Centro nazionale trapianti, nel 2006 solo il 45% dei 1.234 donatori di cuore potenziali in Italia avevano un’età inferiore ai 55 anni. E inoltre 169 dei 345 trapianti venivano eseguiti in riceventi ultra-55enni

Anche negli Stati Uniti, dove ogni anno si effettuano più di 2.000 trapianti di cuore, solo il 7% dei donatori ha una età superiore ai 50 anni, nonostante la mortalità annua dei cardiopatici in lista d’attesa sia superiore al 10% (dati Optn-Organ Procurement and Transplantation Network – Srtr-Scientific Registry of Transplant Recipients, 2008)

davvero basta poco?


SETTE SEMPLICI MOSSE – Per raggiungere la salute cardiovascolare «ideale», dicono i cardiologi, bisognerebbe non aver mai fumato o aver smesso da più di un anno; avere un indice di massa corporea inferiore a 25 kg/m2 (calcolato dividendo il peso per l’altezza al quadrato); fare almeno 150 minuti di esercizio fisico moderato o 75 minuti di esercizio intenso a settimana; seguire una dieta equilibrata, mangiando soprattutto frutta e verdura, cereali, pesce (almeno 2 volte a settimana), carni magre, cibi con pochi grassi, non bere bevande troppo zuccherate, ridurre a meno di 1.500 milligrammi il consumo quotidiano di sale; avere il colesterolo totale inferiore a 200 mg/dL, la pressione arteriosa intorno ai valori 120/80 mm Hg, la glicemia a digiuno inferiore a 100 mg/dL. «Il primo passo è conoscere i valori di colesterolo, pressione e glicemia e cosa significano – suggerisce Clyde Yancy- . Il successivo è cercare di essere in regola almeno con uno dei sette obiettivi». Insomma, un passo alla volta. Non riuscite a mettervi a dieta? Concedetevi un’altra chance; nel frattempo provate a buttare definitivamente le sigarette e, magari, a muovermi di più.

IL COMMENTO – «La maggior parte di noi è sottoposta ogni giorno a continue pressioni, al lavoro, in famiglia, che spesso può “compensare” con abitudini poco sane, come mangiar male o fumare troppo – fa notare il cardiologo Attilio Maseri, presidente della Fondazione «Per il tuo cuore» per la lotta alle malattie cardiovascolari – . Il medico, allora, dovrebbe dare consigli positivi, aiutare a fare prevenzione “su misura”. Se ci prescrivono 3 ore di esercizio fisico a settimana difficilmente lo faremo; diverso, invece, se andiamo in palestra o a correre perché ci divertiamo. Spesso comportamenti poco salutari, come una vita sedentaria o un’alimentazione priva ad esempio di frutta e verdura, sono il risultato di stili di vita sbagliati fin dall’infanzia – continua Maseri – . Aver reintrodotto nel nostro Paese l’educazione fisica nelle scuole elementari è un buon inizio. I bambini devono poter rincorrersi, giocare a nascondino invece di stare seduti davanti a tv e computer».

lunedì 10 maggio 2010

Rekord di trapianti a Bologna

05 maggio 2010. Tredici trapianti in 48 ore, altrettante persone a cui è stata salvata la vita grazie alle donazioni. Medici in prima linea al Sant' Orsola. Per una due giorni di passione, tra bisturi ed anestesie. Domenica sera è cominciata la maratona al Padiglione 25: sei trapianti di fegato, tre di cuore, quattro di rene. Con un doppio trapianto di fegato e cuore su un paziente chea sua volta ha donato il fegato a un altro. Effetto «domino». E' finita ieri sera alle sette, con il chirurgo Antonio Pinna, numero uno dei trapianti di fegato e intestino, che usciva dalla sala operatoria in camice verde. «Se è un record non lo so, ma è sicuramente un gran bel numero di cui siamo tutti soddisfatti. Tredici persone che escono fuori dalla lista di attesa è un fatto importante. Nove pazienti erano molto gravi, abbiamo restituito loro la vita. E abbiamo dato ai trapiantati di rene la speranza di non fare più dialisi», commenta Pinna. In contemporanea su tre sale operatorie hanno lavorato la sua équipe e il gruppo dei cardio-chirurghi guidato dai professori Giorgio Arpesella e Roberto Di Bartolomeo. Con loro una trentina di infermieri, pronti al super lavoro, il Centro regionale trapianti - in tempi record gli organi donati sono arrivati da Reggio Emilia, Parma e dal Maggiore - la squadra degli anestesisti e dei rianimatori. Tra i nomi, Guido Frascaroli, Maurizio Fusari, Stefano Faenza e Gerardo Martinelli. «Non si era mai arrivati a tanti trapianti in così poco tempo: ci vuole un' organizzazione del personale co mplessa che il policlinico ha assicurato», dice il direttore del dipartimento di Chirurgia generale e dei Trapianti d' organo. «Alla fine sei stanco, ma gratificato. Abbiamo assicurato la vita a tredici persone. Con l' impegno di tutti e grazie alle donazioni, all' altruismo dei pazienti e dei loro famigliari. Auspico che anche le altre centinaia di persone in lista d' attesa possano ricevere questo dono».

giovedì 15 aprile 2010

"UNA QUESTIONE DI CUORE" al Quartiere Reno


Bella serata quella di venerdi 9 aprile al Quartiere Reno di Bologna, una serata insieme alla gente per parlare di donazione d'organi e di Trapianti.
"Una questione di cuore" il titolo della manifestazione, organizzata dall'A.T.C.O.M. in collaborazione con il Quartiere Reno e che ha visto una buona partecipazione di pubblico, anche molto attivo durante il dibattito.
La partecipazione del gruppo di ballo in costume 8CENTO, che si è esibito su musiche del 1800, ha catalizzato l'interesse della platea, anche perchè erano molto affascinanti i danzatori che si muovevano con leggerezza nei bellissimi abiti d'epoca.
Dopo la proiezione di un cortometraggio di una storia di trapianto, hanno preso il microfono il dottor Francesco Pomponio del Centro di Riferimento Trapianti per l'Emilia Romagna e la dottoressa Eliana Tossani del dipartimento di psicologia dell'Università di Bologna .
I due professionisti dopo una breve illustrazione delle tematiche legate alla donazione di organi ed ai trapianti, non hanno lasciato dubbi alle domande del pubblico che, in alcuni casi, ha toccato argomenti delicati e molto attuali.
La serata è stata chiusa dal gruppo dei danzatori che ha coinvolto il pubblico nelle danze per poi portarlo al tavolo del buffet, offerto per l'occasione dai volontari del Centro Sociale e della Banca del Tempo del quartiere.
Il successo ottenuto ci permette di proporre "Una questione di cuore" agli altri Quartieri della città, affinchè tutta la cittadinanza possa partecipare ad un momento di aggregazione che, con leggerezza, informi su tematiche tanto importanti quanto attuali .

martedì 13 aprile 2010

E la Navetta và


La Navetta "ViteNuove" , la nostra navetta che abbiamo acquistato e messo a disposizione delle persone che lasciano la macchina al parcheggio Zaccherini-Alvisi per recarsi all'interno del Policlinico S. Orsola-Malpighi, continua efficacemente a dare il servizio di trasporto tanto apprezzato e richiesto.
Il Ducato Fiat allestito per il trasporto di passeggeri, anche diversamente abili, è sempre più gettonato da chi deve recarsi nei padiglioni del Policlinico, anche per la grande riduzione dei posti di parcheggio interni alla struttura Ospedaliera a causa dei lavori per la realizzazione di nuovi padiglioni che continueranno per alcuni anni.
La direzione del Parcheggio Zaccherini-Alvisi, con cui abbiamo sottoscritto la convenzione per parcheggiare a prezzi calmierati e che abbiamo voluto fare estendere a tutte le Associazioni di Volontariato presenti all'interno del Policlinico, ha accolto il nostro suggerimento di convenzionare anche i dipendenti e operatori sanitari per il periodo dei lavori .

percorsi dal 01/01/2009 al 31/12/2009 KM 22.943


servizi effettuati

persone trasportate nel percorso parcheggio/policlinico 7.033

trasferimenti interni al Policlinico 1.682

servizi su chiamata 73

trasporti di persone diversamente abili (carrozzine) 59

sommano i servizi effettuati 8.847

Segnaliamo che all'interno della Navetta sono ancora disponibili spazi espositivi pubblicitari .




martedì 23 febbraio 2010

Fattori psicologici nel trapianto di cuore: quali i predittori di outcome avversi?


Alcuni report suggeriscono una correlazione tra lo scarso adattamento psicologico alla condizione di trapiantato di cuore e l’accresciuto rischio di outcome clinici avversi. Nonostante le implicazioni prognostiche e terapeutiche dell’argomento sul tema mancano ancora adeguati studi empirici.

Una ricerca italiana, pubblicata sulle pagine di Transplantation, analizza in maniera retrospettiva il valore predittivo di un set di variabili psichiatriche e psicologiche raccolte sia attraverso questionari di autovalutazione, sia attraverso un’osservazione di medio periodo condotta nei sei anni post-trapianto.

Lo studio, realizzato presso l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, ha preso in esame 95 pazienti trapiantatati di cuore indagandone lo stato di salute mentale e di benessere psicologico attraverso interviste strutturate (Clinical interview for DSM-IV, Diagnostic Criteria for Psychosomatic Research) e questionari dedicati. L’analisi veniva poi completata con l’inserimento di parametri socio-demografici e con la valutazione di alcune variabili cliniche quali insufficienza renale cronica, diabete, occorrenza di almeno un evento cardiaco, numero dei farmaci prescritti.Al principio dello studio 38 pazienti (40%) ricevevano una diagnosi di disturbo psichiatrico, classificato come da DSM-IV. Le diagnosi più frequenti erano quelle di disturbo depressivo maggiore (14,7%), e, a seguire, ansia generalizzata (6,3%), agorafobia (5,3%), disturbo d’adattamento (5,3%), sindrome ossessivo-compulsiva (4,2%), attacchi di panico (2,1%), fobia sociale (2,1%), ipocondria(1%). In 71 pazienti (74,7%) si osservava almeno un disordine psicomatico: irritabilità (34,7%) e demoralizzazione (31,6%) erano quelli a maggior incidenza.

Durante il periodo di studio 28 dei 95 pazienti (29,5%) morivano. Da analisi statistica le variabili psicometriche associate in maniera significativa a una minore sopravvivenza risultavano essere: depressione, mancanza di motivazione e di progettualità, aggressività/ostilità. Le tre variabili risultavano correlate ad aumento della mortalità per tutte le cause. Inoltre la presenza di sintomi depressivi risultava fortemente predittiva di rigetto acuto nei primi tre anni post-trapianto.

Alla luce di queste evidenze gli autori affermano che bisognerebbe agire con adeguati interventi psicoterapeutici e farmacologici sui fattori psichiatrici e psicologici che sono risultati fortemente influenti sulla qualità di vita in modo da migliorare gli outcome di medio e lungo periodo.



Bibliografia. Sirri L, Potena L, Masetti M. Psychological Predictors of Mortality in Heart Transplanted Patients: A Prospective, 6-Year Follow-Up Study. Transplantation, 2010