sabato 8 febbraio 2014

Se mangi più fibre il cuore ringrazia

Uno studio su 23 mila persone conferma l’importanza di consumare in abondanza frutta e verdura, legumi e cereali integrali

Portare in tavola ogni giorno tanta frutta e verdura, arricchire la dieta di cereali integrali e legumi: in poche parole, mangiare molte fibre. Tutti sappiamo che fa bene e adesso una ricerca che ha la forza dei grandi numeri, perché è stata condotta su oltre 23 mila persone, ne dà una potente conferma. Lo studio, pubblicato di recente sull’American Journal of Medicine, dimostra che introdurre fibre in quantità riduce il rischio cardiovascolare: dovremmo però impegnarci molto di più per aumentarne il consumo, che purtroppo è mediamente al di sotto delle quantità raccomandate. La conferma scientifica stavolta ha tutte le carte in regola per non essere ignorata: i dati derivano infatti dal National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) statunitense, per il quale gli autori dello studio hanno analizzato le abitudini e lo stato di salute di ben 23.168 americani, in modo da poter valutare l’eventuale correlazione fra l’introito di fibre con la dieta e l’insorgenza di disturbi cardiovascolari.
LE ALTRE RICERCHE - «Sono molte le ricerche che hanno dimostrato, già in passato, come le fibre siano in grado di ridurre i valori della pressione arteriosa, i livelli di colesterolo e il grado di infiammazione sistemica — spiega la responsabile della ricerca, Cheryl Clark, del Brigham and Women’s Hospital dell’Università di Harvard, a Boston —. Con il nostro studio abbiamo voluto capire quante ne introducono davvero gli americani e se - e come - le quantità assunte con la dieta si riflettano sullo stato di salute delle persone, valutando peraltro anche l’eventuale influenza di altri fattori, quali sesso, età, etnia, condizione socioeconomica».
LE DOSI - I risultati della ricerca americana indicano innanzitutto che l’introito giornaliero è mediamente ben al di sotto delle raccomandazioni: in media si aggira, infatti, attorno ai 16 grammi al giorno, mentre l’Institute of Medicine statunitense consiglia 38 grammi di fibra al giorno per gli uomini e 25 grammi per le donne al di sotto dei 50 anni; per gli over 50, invece, le quantità di assunzione raccomandate passano a 30 grammi per gli uomini e a 19 grammi per le donne. In Italia la situazione non è molto differente. Anche la Società Italiana di Nutrizione Umana indica in circa 30 grammi al giorno la quota di fibre raccomandabile, affermando che si tratta di un obiettivo sensato e raggiungibile. Eppure, come sottolinea ancora la Società Italiana di Nutrizione Umana, la media dei consumi degli italiani si attesta attorno ai 20-25 grammi al giorno. Insomma, anche nel nostro Paese, si potrebbe fare meglio, seguendo con maggiore attenzione le indicazione degli esperti. A maggior ragione dopo quest’ultima conferma, proveniente dallo studio americano, sul fatto che le fibre tengono alla larga i problemi che minacciano cuore e vasi sanguigni.
OBESITA’ - «I partecipanti alla ricerca Usa che mangiano abitualmente una minor quantità di fibre sono risultati essere anche quelli in cui si è riscontrata più spesso la presenza di obesità, di sindrome metabolica, di infiammazione generalizzata. La prevalenza di questi problemi, invece, si riduce drasticamente all’aumentare dell’introito di fibre» osserva Cheryl Clark. Si tratta, a giudizio degli esperti, di dato inequivocabile e “schiacciante”, che indica una volta di più la necessità di aumentare la quota di frutta, verdura e cereali integrali nel piatto. Anche perché, aggiungono gli specialisti, le fibre, oltre a far bene al cuore, sono utilissime per diminuire il rischio di tumori gastrointestinali. Un altro “effetto collaterale” del mangiar sano tutt’altro che irrilevante.

Fonte. Il Corriere
http://www.corriere.it/salute/cardiologia/14_gennaio_31/se-mangi-piu-fibre-cuore-ringrazia-a43f5554-8a80-11e3-aecc-b2fa07970b97.shtml






giovedì 6 febbraio 2014

È vero che salire le scale può essere già un’attività fisica salutare?

Rafforza l’apparato cardiovascolare riducendo il rischio di malattie cardiache e di trombosi venosa

Qualche anno fa in Emilia davanti agli ascensori delle aziende ospedaliere avevano messo la scritta «Sali le scale che sale la salute»; adesso a Londra sono comparsi dei pannelli ai piedi delle scalinate di diverse strutture pubbliche che precisano quante calorie si consumano facendole a piedi. Ma quanto è davvero salutare questo esercizio, che è economico quanto la corsa e - vantaggio in più almeno nella stagione invernale - che si può fare al chiuso? Prima di impegnarmi in questo “sforzo” vorrei essere sicuro dei benefici che posso ottenere e saper come «sfruttarlo» al meglio.
Risponde Gianfranco Beltrami, docente Corso di laurea in Scienze motorie, Università di Parma
Per chi non riesce ad andare in palestra o a fare sport all’aperto, salire le scale come forma di allenamento, per un ventina di minuti, rappresenta effettivamente un ottimo esercizio fisico, comodo e gratuito, in grado di apportare notevoli benefici al nostro organismo. È una attività di tipo aerobico che, se effettuata per una ventina di minuti, rafforza l’apparato cardiovascolare aumentando l’ossigenazione del miocardio e di tutti i tessuti, riducendo, pertanto, il rischio di malattie cardiache e di trombosi venosa. Questo tipo di allenamento migliora anche la resistenza alla fatica e la forma fisica contribuendo ad eliminare lo stress. Quanto al dispendio calorico, va detto che è notevole: mediamente intorno alle 8 calorie al minuto, ma è variabile a seconda della velocità di effettuazione dell’esercizio, dell’altezza del gradino e del peso del soggetto. Questa attività rappresenta quindi anche un valido ausilio alla dieta per chi ha problemi di sovrappeso e vuole ridurre il grasso corporeo.
Si tratta inoltre di un esercizio che rinforza i glutei e tutta la muscolatura degli arti inferiori e che è anche ottimo come allenamento di tonificazione per le discipline sportive come lo sci e la corsa in cui è fondamentale mantenere un buon tono muscolare degli arti inferiori per prevenire traumi e infortuni. Salire le scale è utilissimo anche negli anziani per rinforzare glutei e quadricipiti e ridurre l’incidenza di cadute , nelle donne in menopausa per migliorare la massa ossea e ridurre l’incidenza di osteoporosi e nelle persone con problemi metabolici che necessitano di abbassare i livelli di grassi nel sangue ed aumentare quelli di colesterolo buono HDL. Ovviamente, anche questo tipo di “allenamento” va praticato correttamente, indossando calzature idonee (le scarpe da jogging sono le migliori), facendo qualche esercizio di riscaldamento prima di iniziare la salita ed un po’ di allungamento per quadricipiti, femorali e polpacci al termine dell’esercizio.
Fondamentale è il mantenimento di una corretta postura: bisogna tenere la schiena diritta piegandosi leggermente in avanti a ogni passo, guardane avanti e mantenere la testa alta, appoggiare sui gradini l’intera superfici del piede e non solo le punte. La limitazione maggiore di questo esercizio è la sua monotonia. È possibile però variare la tipologia salendo i gradini più o meno velocemente, singolarmente o a due o tre alla volta, salendo a zig zag, muovendosi da un lato all’altro della rampa o salendo a passi incrociati per favorire equilibrio ed elasticità. Sempre consigliato è scendere lentamente per evitare cadute. Se ci si stanca delle scale si può continuare l’allenamento con esercizi in casa a corpo libero o con l’ausilio di piccoli pesi o elastici.

Fonte Corriere della Sera
http://www.corriere.it/salute/cardiologia/14_gennaio_13/vero-che-salire-scale-puo-essere-gia-un-attivita-fisica-salutare-28c9e3b2-7c4d-11e3-bc95-3898e25f75f1.shtml

PARIGI: Trapiantato il primo cuore artificiale autonomo

Da A 46 anni dal primo trapianto di cuore, ecco superata una nuova barriera della medicina: a Parigi è stato trapiantato per la prima volta un cuore artificiale completamente autonomo su un paziente affetto da insufficienza cardiaca terminale da un’equipe medica dell’ospedale europeo Georges Pompidou.   Le autorità sanitarie francesi avevano autorizzato il trapianto a fine settembre e se i risultati rispetteranno le aspettative il cuore artificiale potrebbe eliminare problemi dei normali trapianti con un organo donato come il rischio di rigetto. La prima valutazione sarà effettuata a un mese dall’intervento. Intanto il paziente, fanno sapere dall’ospedale, è sotto sorveglianza, in un reparto di rianimazione, ma vigile e in grado di parlare con i famigliari. Il cuore artificiale é stato concepito dall’azienda francese Carmat, dopo lunghi anni di studi e ricerche. Si tratta di una bioprotesi interamente impiantabile, che si adatta allo sforzo e dovrebbe ridare al paziente la propria autonomia. Simile al cuore umano, l’apparecchio, definito dall’azienda «solido e con una funzionalità e una durata esemplari», è formato da quattro valvole e due ventricoli cardiaci. «Ci rallegriamo di questo primo trapianto, ma sarebbe chiaramente prematuro trarne delle conclusioni perché si tratta di un prima operazione, con un decorso post-chirurgico ancora molto breve», commenta il direttore generale di Carmat, l’italiano Marcello Conviti. «Il cuore artificiale riproduce totalmente un normale cuore umano», aveva spiegato a settembre Philippe Pouletty, co-fondatore del gruppo, «con due ventricoli che mobilitano il sangue come farebbe il muscolo cardiaco, con dei ricettori che permettono di accelerare il cuore, di rallentarlo, di aumentare il flusso, di diminuire il flusso. Il paziente dorme, diminuisce. Sale le scale, accelera, non ha dunque nulla a che vedere con una pompa meccanica»
FONTE BLOG PUNTI DI VITA
http://puntidivita.it/it/medicina-del-trapianto/parigi-trapiantato-il-primo-cuore-artificiale-autonomo.html

mercoledì 8 agosto 2012

CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETA' ITALIANA DEI TRAPIANTI D' ORGANO


Congresso nazionale della Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO)
30 Luglio 2012



XXXVI Congresso nazionale Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO)

Si svolgerà a Torino, dal 18 al 20 di ottobre 2012, l’edizione annuale del Congresso nazionale della Società Italiana dei Trapianti d’Organo (SITO).

Il Congresso sarà inaugurato dalla lettura magistrale di Gerhard Opelz di Heidelberg sul tema “Organ transplantation in Europe: accomplishments and challenges”.
Le sessioni plenarie saranno dedicate ad argomenti d’interesse generale che collegano in maniera trasversale il sistema trapianti: nuove frontiere dei trapianti, il trapianto nel paziente pediatrico e molti altri temi tra quelli che hanno costituito un volano nell’acquisizione di nuovi sviluppi, stimolando riflessioni etico-sociali e valutazioni di sostenibilità economica.

Nelle sessioni parallele di comunicazioni scientifiche verranno presentati i migliori lavori scientifici selezionati tra quelli inviati (oltre 500).
Sono, infine, previsti meeting satellite, che si svolgeranno prima dell’apertura del convegno e che avranno carattere monotematico.

Il programma

Segreteria organizzativa
AIM GROUP INTERNATIONAL – AIM Congress S.r.l.
Via Ripamonti 129– 20141 Milano
tel: 02.566011
fax: 02.56609045
website: http://www.aimgroupinternational.com
email: sito2012@aimgroup.eu

domenica 22 luglio 2012

SPORT, UNA CORRETTA PREVENZIONE PUO' RIDURRE I CASI DI MORTE IMPROVVISA


E’ più di un semplice gesto di generosità, è molto di più di una scelta di solidarietà e altruismo: la donazione degli organi può davvero cambiare la vita. Lo slogan della nuova campagna 2012 promossa dalla Fondazione Pubblicità Progresso sul tema della donazione di organi chiarisce bene il concetto, “Tu puoi dare la vita”.

Un messaggio esplicativo, difficilmente equivocabile, “Tu puoi dare la vita” è una campagna, presentata recentemente, che ha come scopo quello di sensibilizzare e informare i cittadini, soprattutto i più giovani, sull’importanza della donazione di organi, ma anche di incrementare il numero dei donatori.

I primi segnali, in questo senso, sono positivi, nel 2012. Almeno stando ai dati diffusi dal Centro Nazionale Trapianti, Cnt, secondo i quali le proiezioni per il 2012, al 30 aprile, evidenziano un confortante trend al rialzo. La media dei donatori per milione di abitanti raggiunge quota 23,7, registrando un aumento rispetto al 2011, quando era ferma a 21,9.

Si può e si deve donare di più, per regalare a una persona malata un’altra opportunità. Che si tratti del cuore o degli altri organi, più o meno vitali: una donazione può davvero donare di nuovo la vita. L’Italia, da questo punto di vista, è un Paese generoso, che si attesta nella “classifica” europea ai primi posti per tasso di donatori per milione di abitanti, ma si può e si deve ancora migliorare, aumentando ulteriormente il numero dei donatori.

E’ proprio per rendere ancora più positivo questo trend di crescita che nasce la campagna di sensibilizzazione. “Tutti i media sia tradizionali che innovativi, saranno coinvolti in un progetto articolato e interattivo che si propone l’ambizioso traguardo di far aumentare significativamente il numero dei donatori” ha spiegato Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso.

Tutti i mezzi di comunicazione, dai più tradizionali, come la tv e la pubblicità classica, ai più innovativi e “moderni”, come internet, le sue piattaforme virtuali e i social network, come facebook e twitter, si trasformano nello sfondo perfetto di questa iniziativa, nel suo veicolo di trasmissione e diffusione perfetto. Tv e web, pubblicità, social network e attività virali convivono e collaborano, in piena sinergia, facendo capo a un punto “focale” comune, un portale, appositamente progettato per lo scopo.

L’indirizzo web da memorizzare è www.doniamo.org. On line dal 2 luglio, questo nuovo portale offre ogni informazione utile, ma anche l’opportunità di approfondire, chiedere e imparare, così come di decidere se diventare donatore, comunicandolo, tempestivamente, in un click, ad amici e “followers” sui social network.

TRAPIANTI : AL VIA LA CAMPAGNA PER LA DONAZIONE DEGLI ORGANI


E’ più di un semplice gesto di generosità, è molto di più di una scelta di solidarietà e altruismo: la donazione degli organi può davvero cambiare la vita. Lo slogan della nuova campagna 2012 promossa dalla Fondazione Pubblicità Progresso sul tema della donazione di organi chiarisce bene il concetto, “Tu puoi dare la vita”.

Un messaggio esplicativo, difficilmente equivocabile, “Tu puoi dare la vita” è una campagna, presentata recentemente, che ha come scopo quello di sensibilizzare e informare i cittadini, soprattutto i più giovani, sull’importanza della donazione di organi, ma anche di incrementare il numero dei donatori.

I primi segnali, in questo senso, sono positivi, nel 2012. Almeno stando ai dati diffusi dal Centro Nazionale Trapianti, Cnt, secondo i quali le proiezioni per il 2012, al 30 aprile, evidenziano un confortante trend al rialzo. La media dei donatori per milione di abitanti raggiunge quota 23,7, registrando un aumento rispetto al 2011, quando era ferma a 21,9.

Si può e si deve donare di più, per regalare a una persona malata un’altra opportunità. Che si tratti del cuore o degli altri organi, più o meno vitali: una donazione può davvero donare di nuovo la vita. L’Italia, da questo punto di vista, è un Paese generoso, che si attesta nella “classifica” europea ai primi posti per tasso di donatori per milione di abitanti, ma si può e si deve ancora migliorare, aumentando ulteriormente il numero dei donatori.

E’ proprio per rendere ancora più positivo questo trend di crescita che nasce la campagna di sensibilizzazione. “Tutti i media sia tradizionali che innovativi, saranno coinvolti in un progetto articolato e interattivo che si propone l’ambizioso traguardo di far aumentare significativamente il numero dei donatori” ha spiegato Alberto Contri, presidente di Pubblicità Progresso.

Tutti i mezzi di comunicazione, dai più tradizionali, come la tv e la pubblicità classica, ai più innovativi e “moderni”, come internet, le sue piattaforme virtuali e i social network, come facebook e twitter, si trasformano nello sfondo perfetto di questa iniziativa, nel suo veicolo di trasmissione e diffusione perfetto. Tv e web, pubblicità, social network e attività virali convivono e collaborano, in piena sinergia, facendo capo a un punto “focale” comune, un portale, appositamente progettato per lo scopo.

L’indirizzo web da memorizzare è www.doniamo.org. On line dal 2 luglio, questo nuovo portale offre ogni informazione utile, ma anche l’opportunità di approfondire, chiedere e imparare, così come di decidere se diventare donatore, comunicandolo, tempestivamente, in un click, ad amici e “followers” sui social network.

UGO RICCARELLI 'RICUCIRE LA VITA'




L’esperienza di chi vive un trapianto è piena di sensazioni, dubbi, problemi che arrivano fino al cercare il vero senso della vita e che sarebbero impossibili da spiegare a chi non li ha provati. Non è così per Ugo Riccarelli, scrittore vincitore del premio Strega nel 2004, che nel suo ‘Ricucire la vita’ ‘approfitta’ della sua doppia condizione di narratore e paziente trapiantato per offrire una testimonianza diretta su un argomento tanto fragile e insieme straordinariamente forte. «Sarò sincero – spiega Riccarelli – io questo libro non l’avrei mai scritto. Voglio dire che, se non fossero intervenute considerazioni, fatti, circostanze, persone, non mi sarei messo a scrivere».

A convincere lo scrittore piemontese a tornare a parlare del suo trapianto, che che era già al centro di ‘Le scarpe appese al cuore’ nel 1995 è stato l’incontro con l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (Ismett) di Palermoe la scoperta che è possibile anche in Italia trovare quello che una volta esisteva solo all’estero, e a cui lo stesso Riccarelli, che ha subito il trapianto di cuore e polmoni in Inghilterra 20 anni fa, si è dovuto rivolgere con un vero e proprio viaggio della speranza. Nel libro si intrecciano testimonianze di vita dell’autore e di persone incontrate durante la stesura, da altri trapiantati a ricercatori a pazienti in attesa di un organo, in un intreccio di sofferenza e allegria, di speranza e delusione, di fortuna e volontà.


MANIFESTAZIONE CICLISTICA DI PIANORO

Salve a tutti,
come vi  avevo anticipato, vi confermo per domenica 29 luglio 2012, la manifestazione ciclistica di Pianoro (BO) con base presso il TOP PARK HOTEL di Pianoro (BO) in via Nazionale, 47.
La prova ciclistica è inserita nel trofeo "In Gara Per La Vita" promosso dalla Regione Emilia Romagna in coordinamento con i Centro Riferimento Trapianti dell'Emilia Romagna. L' Associazione sarà presente con lo stand e in rappresentanza del CRT Emilia Romagna, ed inoltre per la campagna di prevenzione cardiovascolare con i test della pressione arteriosa.
Vi chiedo la cortesia di confermarmi la vostra presenza anche per permettere al ristorante del Top Park Hotel di prevedere i presenti al pranzo che ci verrà cortesemente offerto.
La presenza dei volontari è prevista indicativamente dalle 9.00/9,30 della mattina fino alla fine della manifestazione con il pranzo, nel pomeriggio è possibile restare nel parco con piscina dell'Hotel.
In attesa di vostre comunicazioni vi saluto cordialmente.
Gabriele Botti

domenica 1 luglio 2012

TROFEO TOP PARK HOTEL

informiamo che domenica 29 luglio 2012 si terrà la manifestazione ciclistica "Trofeo Top Park Hotel"  con ritrovo Al Top Park Hotel di Pianoro (BO),  organizzata  da:
-UISP Ciclismo - Lega Ciclismo Bologna
-Ciclistica Due Torri Bologna
-F.C. STAR  Bologna

con la  collaborazione di: ATCOM Associazione Trapaintati di Cuore S.Orsola-Malpighi onlus Bologna e A.S.D. Ciclistica Bitone Bologna.
La prova è valida per il trofeo "In Gara Per La Vita" proposto dalla Commissione Tecnica Regionale "UUNA SCELTA CONSAPEVOLE " della  Regione Emilia Romagna e dal Centro Riferimento Trapianti Emilia Romagna.
Presente alla manifestazione lo stand ATCOM-Commissione Tecnica Regionale"UNA SCELTA CONSAPEVOLE" dove verranno effettuati i test sulla pressione arteriosa nell'ambito della campagna di prevenzione cardiovascolare.

mercoledì 27 giugno 2012

APPUNTI E SCRITTI DI UN TRAPIANTO DI CUORE

18 Aprile 2012
Al teatro Lo Spazio Di Roma

Con il Patrocinio di Ass. Trapiantati di Cuore; Centro Regionale Trapianti Lazio; Ass. Cardiotrapiantati sezione di Roma; Ass. Marta Russo; Ass. Malati di Reni; Ass. Donatori Midollo Osseo Regione Lazio; Ass. Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto; Ass. Amici del Trapianto di Fegato; Ass. Italiana per la Donazione di Organi Tessuti e Cellule Pescatori di Poesia e Matroos presentano
dal 19 al 22 Aprile 2012 Teatro Lo Spazio .it via Locri 42/44 (Metro A S. Giovanni) Roma
Appunti e scritti di un Trapianto di Cuore 
Un trapianto di cuore portato in scena da chi l’ha vissuto
Testo di Simone Fraschetti – Danza di Lisa Rosamilia – Musica di Giada Bernardini Luci – Pamela Adinolfi; Video – Francesco Morabito; Assistente alla scenografia – Fabio Sabaino; Foto di scena – Fabio Barbati; Traduzione Lingua Italiana dei Segni – Michela Ortolani; Ufficio Stampa – 369 Gradi, Benedetta Boggio
Sono nato trentaquattro anni fa affetto da una cardiopatia congenita estremamente rara. Ho trascorso un’infanzia serena vivendo la malattia non come un limite, ma come uno stimolo. Poi, dopo vari interventi chirurgici, a venticinque anni il mio cuore comincia a cedere. Nell’agosto 2003 entro in lista di attesa presso il Centro Trapianti del Policlinico Sant’Orsola – Malpighi di Bologna. Dopo quarantuno giorni arriva la telefonata. “Buongiorno Signor Fraschetti, è arrivato un cuore per lei. La aspettiamo in ospedale. Non si preoccupi, faccia con calma ma venga il prima possibile.” Durante quella lunga notte ho voltato pagina, anzi, ho terminato un volume per iniziare a scriverne un altro. Ed ora, da autore, regista e attore teatrale, ho deciso di condividere la mia storia nell’unico modo possibile per me: portandola in scena.
Note di regia
Costruito attorno ad un impianto scenografico fatto di porte e finestre, lo spettacolo affronta il trapianto come un rituale di passaggio. Esiste una condizione che precede l’intervento, poi c’è il rituale, il trapianto di cuore, e dopo, la nuova vita di un essere umano. Le porte e le finestre rappresentano quindi la soglia tra il “prima” e il “dopo”.
Abbiamo scelto di raccontare il trapianto attraverso una prosa distaccata ed ironica, mentre la danza e la musica individuano pensieri ed emozioni che la parola non può esprimere. Portiamo in scena la mia storia per informare chi non sa cos’è un trapianto, per rassicurare chi attende, per ringraziare chi ha donato, e per condividere con tutti un’esperienza straordinaria.
L’incasso dello spettacolo sarà devoluto alla Casa d’Accoglienza “Tetto Amico” realizzata dall’Associazione Trapiantati di Cuore presso il Policlinico Sant’Orsola/Malpighi di Bologna. “Tetto Amico” garantisce ospitalità gratuita ai pazienti trapiantati e ai loro familiari durante i periodi dei controlli medici pre e post trapianto. http://www.atcomonline.it/

martedì 26 giugno 2012

PALERMO: ALL' ISMETT PARTE IL PROGETTO "A CASA COME IN OSPEDALE "

3 Maggio 2012
Ricevere cure, dialogare con medici e infermieri rimanendo comodamente a casa. È così che l’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione (ISMETT) di Palermo presenta “Home Monitoring ISMETT”, un progetto di telemedicina che consente ai pazienti di interfacciarsi da casa con lo staff clinico del Centro e ai medici di ISMETT di tenere sotto controllo e monitorare le loro condizioni di salute proprio come se i pazienti si trovassero in ospedale.
“Home Monitoring ISMETT” è stato finanziato nell’ambito dei progetti Obiettivo del Piano sanitario Nazionale 2010 (Linea progettuale Assistenza Domiciliare) promossi dal servizio di programmazione ospedaliera dell’assessorato alla Salute della Regione Siciliana. "Nasce con l’intento di dimostrare che l’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi modelli di cura è possibile anche in condizioni cliniche molto particolari e complesse, come quelle che si presentano nei pazienti sottoposti a trapianto di fegato nell’immediato periodo post-operatorio”, spiega una nota dell’Istituto.
Attraverso un dispositivo che ha la forma di un piccolo computer ed è fornito di videocamera integrata, microfono, casse per videochiamate interattive e corredato di devices elettronici per la rilevazione a domicilio dei parametri vitali, il paziente può interagire con medici, coordinatori di trapianto, terapisti e psicologi dell’Istituto. L’apparecchio è infatti collegato con un’interfaccia online accessibile al personale sanitario. Il dispositivo è di semplice utilizzo anche per le persone che non hanno conoscenze informatiche. Il sistema permette di eseguire la misurazione periodica dei parametri vitali e la loro registrazione automatica sul sistema; di effettuare sessioni di videoconferenza (“tele-visita”) con il personale sanitario di riferimento; di rispondere a questionari e di visualizzare materiale multimediale che aiuta il paziente stesso a seguire con maggior precisione il suo programma di cura.
“I vantaggi del progetto sono molteplici”, aggiunge la nota dell’istituto richiamando anzitutto al “miglioramento della qualità di vita dei pazienti che possono essere seguiti direttamente a casa loro anziché spostarsi in ospedale”. Ma anche “contribuire a ridurre i costi della Sanità grazie a ricoveri più brevi e a un monitoraggio costante”.
“L’obiettivo – spiega Giovanni Vizzini, Direttore del Dipartimento di Medicina di ISMETT – è quello di spostare il più precocemente possibile l’assistenza ai pazienti dagli ospedali al loro domicilio, senza pregiudicarne la qualità anzi possibilmente migliorandola". Al momento i pazienti arruolati nel progetto sono venticinque, consecutivamente dimessi dal nostro Istituto dopo l’intervento di trapianto di fegato. I nostri risultati preliminari sono molto confortanti e confermano la bontà di questo tipo di approccio, sia in termini di sicurezza dei pazienti che in termini di miglioramento della loro qualità di vita. Contiamo nel corso dei prossimi mesi di offrire l’opzione della tele-as

TROVATO NUOVO METODO PER RIGENERARE I TESSUTI DEL CUORE

3 Maggio 2012


AGI) – New York, 27 apr. – Un gruppo di scienziati del Duke University Medical Center ha dimostrato la capacita’ di trasformare il tessuto cicatriziale che si forma dopo un attacco cardiaco in cellule del cuore. I ricercatori hanno utilizzato un nuovo processo che sfrutta alcune proprieta’ delle molecole di microRNA per innescare la conversione del tessuto cardiaco, eliminando cosi’ la necessita’ del trapianto di cellule staminali al fine di produrre una rigenerazione tissutale.I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Circulation Research. Gli esperimenti sono stati effettuati su modelli animali ma se ulteriori studi confermeranno questa possibilita’ anche in fase clinica, questo nuovo approccio potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento delle 23 milioni di persone che nel mondo soffrono di scompenso cardiaco. Nella maggior parte dei casi, infatti, lo scompenso cardiaco e’ originato dal tessuto cicatriziale che si sviluppa dopo un attacco di cuore. L’approccio potrebbe anche avere benefici al di la’ delle malattie cardiache. "Siamo di fronte a un dato molto significativo – ha detto Victor J. Dzau, primo autore dello studio e professore di Medicina alla Duke University – poiche’ se riusciamo a realizzare questo tipo di operazione di rigenerazione tissutale nelle cellule cardiache, allora abbiamo ottime possibilita’ di poterci riuscire anche per i tessuti del cervello, dei reni, e di altri organi. Si tratta, in poche parole, di una nuova via alla medicina rigenerativa".

RIPARARE IL CUORE CON CELLULE DELLA PELLA


24 Maggio 2012
Per ora il test è stato fatto sui topi, ma si tratta di un passo avanti importante: un team di studiosi israeliani è riuscito a trasformare cellule della pelle di pazienti con insufficienza cardiaca in cellule capaci di riparare il cuore danneggiato.
La tecnica deve riuscire a superare i dovuti trial per essere utilizzata sugli esseri umani e potrebbe essere necessario almeno un decennio, ma il trapianto di cellule provenienti dal paziente stesso consente di evitare il problema del rigetto. I ricercatori hanno utilizzato il metodo delle cellule staminali pluripotenti indotte umane (hiPSC). L’obiettivo è che le cellule proprie di un paziente non siano attaccate dal sistema immunitario, ma accettate. Recenti studi hanno dimostrato che è possibile prelevare da persone giovani e sane e le hiPSC e che queste possono trasformarsi in cellule per il cuore. La trasformazione non era possibile in pazienti anziani e malati, né era possibile che le cellule cardiache create dalla hiPSC potessero integrarsi con il tessuto cardiaco esistente.



Gli studiosi hanno prelevato le cellule della pelle da due uomini con scompenso cardiaco e le hanno mescolate con un mix di geni e prodotti chimici in laboratorio per creare una terapia di cellule staminali. Le cellule create sono risultate identiche alle cellule muscolari di un cuore sano e quando sono state trapiantate in un ratto, hanno cominciato a creare collegamenti con il tessuto cardiaco circostante. Lior Gepstein, professore di cardiologia al Technion-Israel Institute of Technology and Rambam Medical Center ad Haifa ha commentato: «Abbiamo dimostrato che è possibile prendere le cellule dalla pelle di un paziente anziano con insufficienza cardiaca avanzata e arrivare a ottenere cellule sane e giovani, l’equivalente delle cellule del suo cuore di neonato»

L'OSPEDALE DI UDINE PRIMO IN ITALIA PER IL TRAPIANTO DI CUORE A CALDO


9 Aprile 2012 
Le aziende ospedaliere del capolougo friulano e di Padova centri pilota: sono le prime in Italia a utilizzare un sistema innovativo per i trapianti  (cuore e polmone) a caldo: l’organo dopo il tragitto continua a battere.
UDINE. Alle aziende ospedaliere di Udine e di Padova, per i trapianti di polmone e di cuore, è stato utilizzato un nuovo sistema di perfusione a caldo portatile per la conservazione degli organi (Organ Care System – Transmedics Ocs): si tratta di una tecnologia che i due ospedali utilizzano come centri pilota italiani, nello studio internazionale per ottenere risultati definitivi nella pratica clinica. Udine per il solo cuore, mentre Padova è l’unica in Italia per il polmone.

La Chirurgia toracica, diretta dal prof. Federico Rea, e la Cardiochirurgia, diretta dal prof. Gino Gerosa, hanno realizzato già cinque trapianti (4 di polmone e 1 di cuore), avvalendosi del nuovo dispositivo medico che rivoluziona il sistema di conservazione degli organi del donatore e permette di superare alcuni gravi limiti tecnici e temporali della trapiantistica.
A renderlo noto è la stessa Azienda ospedaliera patavina, che spiega come, con la tecnica consolidata fino a oggi, che prevedeva la tradizionale ischemia a freddo, il tempo di trasporto e trapianto non dovesse superare le otto ore per i polmoni e le cinque per il cuore, prima che gli organi comincino a deteriorarsi. «Ora, dopo il prelievo dal corpo del donatore, gli organi anzichè essere »fermati« e mantenuti al freddo durante il trasporto, vengono mantenuti all’interno del dispositivo al caldo, in una situazione che simula le condizioni del corpo umano, nuovamente perfusi del sangue prelevato dal donatore, ossigenato e ricco di nutrienti», spiegano da Padova.
Le condizioni in cui gli organi sono mantenuti con il sistema Ocs, simulando ciò che accade normalmente nel corpo, permettono non solo una conservazione molto più lunga, ma anche un certo grado di ricondizionamento degli organi in sofferenza, marginali o non idonei, poichè l’apparecchiatura mantiene un continuo monitoraggio e aggiustamento dei parametri: il cuore per esempio continua a battere. L’utilizzo di questa metodica, grazie all’apparecchiatura di recente immissione nel mercato internazionale, porta vantaggi considerevoli e significativi miglioramenti clinici, primo fra tutti l’aumento del numero di trapianti possibili, grazie all’opportunità di effettuare prelievi anche in sedi distanti, di affrontare tempi di trasporto più lunghi, di far ricorso anche a organi marginali grazie al ricondizionamento, con la speranza di poter utilizzare organi giudicati non idonei secondo i criteri tradizionali.
Si stima che l’impiego del dispositivo a regime porti a un incremento dell’attività trapiantologica tra il 20% e il 30%. Il che significa riduzione dei tempi di attesa e della mortalità in lista. Ma altrettanto importanti sono la possibilità di valutare completamente e continuamente la funzionalità e la salute degli organi espiantati, di ritardare l’impianto per poter scegliere il ricevente più idoneo, di diminuire lo sviluppo di complicanze perioperatorie.
La Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha sostenuto, con uno stanziamento, una parte di questo progetto dell’Azienda Ospedaliera di Padova.

PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO ESEGUITA CON TECNOLOGIA ROBOTICA UNA RESEZIONE DEL LOBO EPATICO DESTINATO A TRAPIANTO

Eseguito all’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione) di Palermo un intervento chirurgico di resezione e prelievo del lobo epatico di destra con tecnica robotica mini-invasiva a scopo di donazione per trapianto d’organo. Il sistema robotico utilizzato per l’intervento è il Da Vinci, l’unico per ora disponibile sul mercato. È il primo caso al mondo condotto interamente ed esclusivamente con tecnica chirurgica robotica. L’eccezionalità della procedura realizzata all’ISMETT sta nel fatto che è stata eseguita interamente con tecnica mininvasiva robotica. Solo le braccia del robot hanno operato all’interno dell’addome del donatore. In passato, alcuni interventi di donazione di fegato da donatore vivente sono stati eseguiti negli Stati Uniti utilizzando il robot, ma con l’ausilio del chirurgo che, con la sua mano introdotta attraverso un’incisione addominale, eseguiva insieme al robot parte dell’intervento. Grazie all’utilizzo del robot, per eseguire l’intervento di resezione sono bastati appena 5 fori ed un'incisione di soli 9 centimetri. Il robot è stato utilizzato nel donatore per la resezione e il prelievo del lobo epatico destro, che è poi stato trapiantato al fratello di quarantaquattro anni, affetto da cirrosi epatica e in lista di attesa per trapianto di fegato presso l’Istituto Mediterraneo. Ad essere sottoposto all’intervento: un uomo di 46 anni che ha deciso di donare parte del suo fegato al fratello, malato di cirrosi epatica. In sala per eseguire il delicato intervento: un'equipe formata da decine fra medici e infermieri di ISMETT, guidata dal Prof. Bruno Gridelli, Direttore di ISMETT e dal Dr. Marco Spada, Responsabile della Chirurgia Addominale e dei Trapianti d’Organo dell’Istituto. L'intervento robotico è durato circa dieci ore. Il decorso postoperatorio di entrambi i fratelli è stato regolare senza insorgenza di maggiori complicanze. Il donatore è stato dimesso dopo soli nove giorni dall’operazione chirurgica ed è ritornato alle proprie regolari attività. Il ricevente è stato dimesso dopo qualche settimana di degenza ospedaliera, sta bene ed è ritornato a casa. L’impiego della tecnologia robotica consente di associare i benefici offerti dalla chirurgia mini-invasiva tradizionale - già ampiamente utilizzata in chirurga generale e per il prelievo per la donazione da vivente ad esempio del rene - alla precisione e sicurezza propria del sistema robotico. Il sistema robotico, grazie a strumenti articolati, può compiere movimenti che nemmeno la mano del chirurgo sarebbe in grado di eseguire. Tutto ciò non solo si traduce nella possibilità di eseguire in modo mini-invasivo interventi chirurgici molto complessi, come il prelievo di una parte di fegato per trapianto, con massima sicurezza, ma consente al donatore di avere tempi di recupero postoperatorio molto brevi, con un ridotto rischio emorragico durante l’intervento, minore dolore e quindi un più rapido ritorno alla normale vita quotidiana. L’intervento è stato realizzato in collaborazione con l’equipe dell’Azienda Ospedaliera Universitaria dell’Ospedale Cisanello di Pisa, guidata dal Prof. Ugo Boggi, Direttore della Chirurgia Generale e dei Trapianti nell'Uremico. “L’impiego nella chirurgia dei trapianti di nuove tecnologie emergenti quali quella robotica – spiega Bruno Gridelli, direttore di ISMETT - è molto importante poiché riducendo il trauma operatorio potrà favorire un incremento delle donazioni d’organo da vivente e, quindi, del numero di trapianti. Il trapianto di fegato da donatore vivente effettuato presso l’Istituto Mediterraneo rappresenta un importante esempio di fattiva collaborazione tra Centri Trapianti di diverse regioni italiane e dimostra come collaborazioni di questo tipo possano favorire il progresso in campo trapiantologico”. Il sistema robotico Da Vinci è composto da un carrello, posto al letto del paziente, con quattro bracci meccanici che controllano altrettanti strumenti articolabili, introdotti nella cavità addominale attraverso piccoli fori di meno di un centimetro di diametro. Inoltre, il dispostivo è provvisto di una console che permette al chirurgo operatore di avere una visione tridimensionale ingrandita dell’interno della cavità addominale. Grazie a un sistema molto intuitivo e raffinato, infine, il sistema trasforma e modella in tempo reale i movimenti delle dita e delle mani del chirurgo in movimenti assai precisi degli strumenti articolati. In questo modo possono essere condotti interventi estremamente complessi riducendo moltissimo il trauma chirurgico subito dal paziente

sabato 23 giugno 2012

MANIFESTAZIONE GIORNATA DELLA DONAZIONE 27 MAGGIO


Domenica 27 maggio in occasione della giornata della donazione e dei trapianti è in programma, organizzata da ATCOM, una manifestazione sportiva combinata Podismo e Ciclismo in collaborazione con:
Centro Riferimento Trapianti dell’ Emilia Romagna
CommissioneTecnica Regionale "Una Scelta Consapevole"
UISP Ciclismo Provinciale di Bologna
ADS DueTorri-ATCOM Bologna
Gruppo sportivo podismo CFT BOLOGNA
ADS Azzurra Bologna
Virtualcoop Bologna  

Programma della Giornata della donazione

Podismo: gruppo podistico CFT - Testimonial 2012 della Commissione Tecnica Regionale "Una scelta Consapevole"
organizza un raduno ai Giardini margherita di Bologna,  ritrovo dalle ore 08.30 per Foto e iscrizione presso il Gazebo "Una scelta Consapevole-Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna." dove sarà presente un servizio di  ristoro per gli atleti .
Ciclismo: UISP ciclismo e DueTorri-ATCOM Testimonial 2012 della Commissione Tecnica Regionale "Una scelta Consapevole" organizza raduno ai Giardini Margherita con ritrovo indicativamente  per 80/90 partecipanti dalle ore 08.30 per foto e iscrizione presso il Gazebo "Una scelta Consapevole-Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna" dove sarà presente un servizio di ristoro per gli atleti partecipanti.
Indicativamente alle ore 09.00 partenza dei Podisti per il percorso della marcia;"IN GARA PER LA VITA" sul percorso dei Giardini Margherita che verrà ripetuto, li anticipa come apripista il Gruppo dei ciclisti per il primo giro .
Una volta terminato il primo giro il gruppo podisti continuerà la corsa, mentre quello dei ciclisti insieme al servizio dei VV.UU di Bologna e alla navetta VITENUOVE-ATCOM uscirà dai giardini per affrontare il percorso del Raduno "IN GARA PER LA VITA": Bologna-Casaglia-Abbazia della Madonna di S.Luca .
All'arrivo all'Abbazia ritrovo al gazebo "Lega Ciclismo-ATCOM" dove sarà presente un servizio di ristoro per gli atleti. Seguirà la celebrazione della S. Messa all'interno dell'Abbazia.
Nel pomeriggio alle Ore 15.00 ritrovo di rappresentanze delle società sportive che hanno partecipato ai raduni, dei rappresentanti de Centro Riferimento Trapianti dell’Emilia Romagna e delle Associazioni di Volontariato, presso il gazebo "Una scelta Consapevole” ai giardini Margherita per premiazioni e foto.
Saranno presenti per tutta la giornata, emittenti radio per la cronaca in diretta e in collegamento con le altre manifestazioni in Regione.






                                  
                                 

ASSEMBLEA DEI SOCI: UNA GIORNATA DI FESTA PER UN ANNO DI GRANDE IMPEGNO.


Domenica 15 Aprile, in occasione della 7° Festa del Cuore, nella sala conferenze del Savoia Country House di Bologna si è tenuta l’Assemblea annuale dei Soci di ATCOM. Erano presenti,, oltre ai soci, rappresentanti delle Associazioni di Volontariato e  autorità istituzionali e sanitarie. Giacinto Forcione, Presidente di ATCOM ha aperto i lavori dell’intenso programma della giornata. I diversi interventi hanno evidenziato gli impegni e le molteplici iniziative 2011, è stata l’occasione per confrontarsi sulle strategie con cui affrontare il non facile momento attuale e di ribadire la volontà di farsi carico dell’impegno che richiede il volontariato di qualità.
Il numero degli iscritti è in continuo aumento, attualmente circa 350, ma questa Associazione assicura a tutti coloro che si arrivano al Centro Trapianto di Cuore di Bologna, per intraprendere il percorso verso un trapianto, una vasta gamma di servizi che concorrono ad un reale aiuto. Nel corso dell’Assemblea si è proceduto alle votazioni per il rinnovo del Coniglio Direttivo per il prossimo quadriennio. I risultati, emersi al termine delle operazioni di spoglio delle schede, hanno visto l’elezione di Agostino Francesca, Forcione Giacinto, Botti Gabriele, Gaiba Gianfranco, Lorenzini Giampaolo, Minghetti Federico e Mazza Claudio.
La parte istituzionale nella mattinata, è stata chiusa dalla Santa Messa, per procedere successivamente alla parte più festosa dell’evento, nelle sale del ristorante Garganelli per il pranzo sociale e per la rilettura da parte di molti dei protagonisti, del diario di viaggio dei primi vent’anni di trapianti di cuore a Bologna. Animatore d’eccezione un’accattivante professor Giorgio Arpesella, responsabile del programma trapianto di cuore che, insieme ai sanitari che a qualsiasi titolo hanno fatto con lui questo grande percorso e ai trapiantati, ben contenti di partecipare, hanno saputo darci una lettura più leggera e serena di un periodo tanto importante della storia della medicina moderna.
Nel corso della prima riunione del nuovo Consiglio Direttivo, che si è svolta il 21 aprile 2012 si è proceduto, in osservanza alle norme dello Statuto, all’elezione  degli organi direttivi dell’Associazione.
Il Presidente eletto all’unanimità è stato Forcione Giacinto e sempre con voto unanime, è stata assegnata la Vice Presidenza a Botti Gabriele, le nomine per il Comitato esecutivo di Presidenza sono andate a Forcione Giacinto, Botti Gabriele, Minghetti Federico e Cazzoli Paolo che, primo dei non eletti al Consiglio Direttivo è stato chiamato a prendervi posto per la rinuncia alla carica di Mazza Claudio.



Al nuovo Consiglio Direttivo vanno i nostri auguri per l’impegno con il quale saprà affrontare i prossimi quattro anni di gestione dell’Associazione.

martedì 22 febbraio 2011

È una scoperta che potrebbero mettere fine alla necessità dei trapianti di cuore rendendo i soggetti che hanno subito un infarto, capaci di auto-riparare i danni subiti dalle cellule.
La speranza arriva dallo Zebrafish, un piccolo pesce tropicale con un super potere: può rigenerare il proprio tessuto cardiaco danneggiato in tempi estremamente brevi.
In appena una settimana infatti lo zebrafish può riparare più del 20% del muscolo cardiaco.
Ora la ricerca scientifica sta lavorando con la British Heart Foundation sperando che la sorprendente abilità del pesciolino possa portare allo sviluppo di nuove terapie che un giorno permetteranno al cuore umano di ripararsi da solo.
“Presto ci si potrà riprendere dalle conseguenze di un attacco di cuore in modo semplice e veloce, come ci si riprende da una frattura ossea” ha affermato il Professor Peter Weissberg, direttore scientifico
del British Heart Foundation.
Anche se ci sono differenze significative tra la struttura del cuore del pesce zebra e quello umano, ci sono abbastanza similitudini da far pensare che il salto non sia impossibile.
Per esempio, il cuore dello zebrafish ha solo due cavità, mentre quello umano ne ha quattro, ma anche il cuore umano contiene un numero significativo di cellule staminali latenti che potrebbero stimolare il tessuto cardiaco a rigenerarsi.
I ricercatori hanno già scoperto una molecola chiave nei poteri rigeneranti del pesce. È una proteina chiamata “thymosine beta-4” che sembra azionare la crescita della membrana epicardica che circonda l’organo. Nuovi farmaci a base di questa proteina sono già in fase di studio.
“Speriamo di trovare molecole simili che possano essere capaci di stimolare allo stesso modo la proliferazione cellulare nell’uomo.” ha dichiarato il Professor Paul Riley dell’Institute of Child Health, che sta studiando i futuri farmaci.
“Fin dalla sua nascita – ha detto Peter Weissberg – 50 anni fa British Heart Foundation ha compiuto grandi passi in avanti nella ricerca medica per meglio diagnosticare e trattare le persone affette da tutti i tipi di problemi cardiaci. Ma il problema più grande che ci sfugge ancora è come aiutare le persone il cui cuore è stato danneggiato da un infarto. Si potrebbe rivoluzionare la qualità della vita delle persone rovinate per l’incapacità del proprio cuore”.

FONTE: italiasalute.leonardo.it

martedì 8 febbraio 2011

“Anche un cuore anziano può donare una vita. Nuove acquisizioni scientifiche per nuove opportunità di donazioni”. Lo studio ADONHERS (Aged donor heart rescue by stress echo). Convegno Nazionale – ROMA

Istituto di Fisiologia Clinica del CNR
Centro Nazionale Trapianti
CittadinanzAttiva
Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule

"Anche un cuore anziano può donare una vita. Nuove acquisizioni scientifiche per nuove opportunità di donazioni". Lo studio ADONHERS (Aged donor heart rescue by stress echo). Convegno Nazionale.

Venerdì 11 marzo 2011
Aula G. Marconi, CNR
Piazzale Aldo Moro, 7 – Roma

Nel nostro paese ogni anno quasi 800 persone sono candidate al trapianto di cuore, ma solo la metà di quei pazienti potrà sperare di ricevere una donazione. Secondo gli attuali protocolli sarebbero necessari cuori giovani e normali ma non ce ne sono a sufficienza tra i pazienti eleggibili per la donazione. Appare quindi opportuna l´idea di riuscire ad utilizzare donatori “anziani”, dopo aver “collaudato” i loro cuori con un test di stress cardiaco. L´ecostress farmacologico al centro dello studio ADONHERS, condotto congiuntamente dall’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR e il Centro trapianti cuore-polmone del Sant’Orsola di Bologna, è in grado di diagnosticare la funzionalità del cuore e quindi l’idoneità per il suo trapianto.
Una visione panoramica ed integrata dell’eco-stress nella selezione dei donatori “anziani” nella dimensione organizzativa, rianimatoria, cardiologica-cardiochirurgica e sociale, è stata alla base del successo dell’esperienza pilota in Emilia-Romagna e Toscana. I risultati scientifici dello studio ADONHERS ed i suoi protocolli organizzativi e metodologici possono essere estesi a tutto il territorio nazionale, coinvolgendo i centri di trapianto di cuore e le organizzazioni trapianti, per creare una rete anestesiologica/cardiologica qualificata sul territorio e nei diversi centri di neuro rianimazione.

Con il patrocinio di:
- Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva
- Società Italiana Sicurezza e Qualità nei Trapianti
- Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule
- CittadinanzAttiva
È stato chiesto il patrocinio del Ministero della Salute

Presidente del Convegno: Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Roma

11.30 Registrazione dei partecipanti
12.00 Brunch di benvenuto
13.00 Indirizzo di saluto:
- Luciano Maiani, Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Roma
- Enrico Garaci, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità – Roma

PROGRAMMA
"Nuove prospettive nella donazione di cuore".
Presiede: A. Nanni Costa
13.30 Introduzione: La dimensione scientifica, medica, sociale ed etica dello studio ADONHERS (E. Picano)
13.45 Estensione dei criteri di donazione (G. Arpesella)
14.00 Eco-stress in rianimazione (R. Sicari)
14.15 Prognosi nei pazienti trapiantati (T. Bombardini)
14.30 Telemedicina e protocolli di trapianto (V. Macellari)
14.45 Sicurezza, qualità e partecipazione nel percorso donazione-trapianto (D. Gioffrè)

15.00 Le nuove opportunità nella donazione di cuore (V. Passarelli)

15.15 TAVOLA ROTONDA
E. Benazzi, S. Castellana, G. Della Rocca, R. Pretagostini, L. Ridolfi, R. Tartaglia
Modera e conclude A. Nanni Costa

16.30 Chiusura del convegno

RELATORI E MODERATORI
- Giorgio Arpesella, Resp. U.O. Trapianto cuore e polmone, Università degli studi di Bologna, Policlinico S. Orsola, Bologna
- Tonino Bombardini, Coordinatore scientifico dello studio ADONHERS, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
- Elena Benazzi, Coordinatrice Nord Italia Transplant program – NITp, IRCCS – Ca’ Granda, Ospedale Maggiore, Policlinico di Milano
- Sandro Castellana, Consigliere nazionale dell’Associazione Cardiotrapiantati Italiani e Cardiopatici, Padova
- Giorgio Della Rocca, Vice Pres.te della Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva, Facoltà di Medicina, Un. degli Studi di Udine
- Domenico Gioffrè, Coordinatore del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva toscana, Pisa
- Velio Macellari, Direttore Tecnologie Biomediche, Istituto Superiore di Sanità, Roma
- Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro Nazionale Trapianti, Roma
- Vincenzo Passarelli, Presidente dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, Roma
- Eugenio Picano, Direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
- Renzo Pretagostini, Coordinatore Organizzazione Centro Sud Trapianti – OCST, Policlinico Umberto 1°, Roma
- Lorenza Ridolfi, Presidente Associazione Interregionale Trapianti – AIRT, Policlinico S. Orsola, Bologna
- Rosa Sicari, Chair Scientific Committee European Association of Echocardiography, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
- Riccardo Tartaglia, Vice Presidente della Società Italiana per la Sicurezza e la Qualità nei Trapianti, Regione Toscana, Firenze

COMITATO SCIENTIFICO
- Eugenio Picano (Presidente), Direttore dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
- Giorgio Arpesella, Resp. U.O. Trapianto cuore e polmone, Università degli studi di Bologna, Policlinico S. Orsola, Bologna
- Tonino Bombardini, Coordinatore scientifico dello studio ADONHERS, Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, Pisa
- Domenico Gioffrè, Coordinatore del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva toscana, Pisa
- Vincenzo Passarelli, Presidente dell’Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, Roma

SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Sig.ra Francesca Fiorentini, Agenzia “Eventi in fiore”
Via della Faggiola 18, 56126 Pisa – Tel. 346-7202625
e mail: f.fiorentini@eventiinfiore.it
Sig.ra Claudia Venneri, Segreteria Istituto di Fisiologia Clinica del C.N.R.,
Area della Ricerca del C.N.R. di Pisa, Via Moruzzi 1, 56124 Pisa, Tel. 050-3152246
e mail: claudia.venneri@ifc.cnr.it

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
Il Convegno è aperto a tutti senza pagamento di quota di iscrizione. Per motivi di carattere organizzativo è richiesta una comunicazione di partecipazione con l’indicazione di nome e cognome, qualifica, ente di appartenenza, indirizzo postale, e-mail, recapito telefonico e fax per eventuali comunicazioni.
La comunicazione di partecipazione deve essere inviata via e-mail, entro il 5 marzo 2011, ai seguenti indirizzi di posta elettronica della Segreteria Organizzativa:
f.fiorentini@eventiinfiore.it
claudia.venneri@ifc.cnr.it